
Il viaggio che non si vede sulla mappa
Cambiare paese è una delle scelte più coraggiose che si possano fare. A volte nasce da un desiderio, altre volte da una necessità. Spesso è un insieme delle due cose.
All’inizio c’è l’entusiasmo: la luce nuova, le strade da scoprire, la sensazione di ricominciare. Poi, a un certo punto, arriva anche altro. Una stanchezza che non sai spiegare. Una nostalgia che compare nei momenti più inattesi. La fatica di farsi capire, non solo con le parole.
Se ti riconosci in questo, sappi che non c’è niente di sbagliato in te. È il prezzo naturale di un cambiamento profondo. E non devi attraversarlo da solo o da sola.
Cosa si può vivere quando si cambia paese
Ogni percorso è unico, ma alcune esperienze tornano spesso:
- Prima di partire: il dubbio, la paura di sbagliare, la fatica di salutare persone e luoghi.
- Nei primi mesi: il senso di spaesamento, la solitudine, la stanchezza di dover capire tutto da capo, dalla burocrazia ai codici sociali.
- Con il tempo: la nostalgia di casa, il sentirsi a metà (“non sono più di lì, ma non ancora di qui”), il dubbio sulla propria identità.
- Nelle relazioni: la coppia che cambia equilibrio, i figli che si adattano con tempi diversi, i legami con chi è rimasto che si trasformano, a volte con un senso di colpa.
- Davanti a una nuova scelta: restare o tornare? E cosa significa, oggi, “casa”?
Anche il corpo si trasferisce
Un trasferimento non accade solo nella testa. Il corpo deve abituarsi a nuovi ritmi, nuovi suoni, un altro clima e un’altra lingua intorno. Finché non si sente al sicuro, può restare in uno stato di allerta silenziosa: sonno disturbato, tensioni, irrequietezza, la sensazione di non riuscire mai davvero a fermarsi.
Nel mio lavoro unisco il Gestalt Counselling al Somatic Experiencing. Diamo spazio a ciò che senti e a ciò che pensi, e insieme ascoltiamo il corpo, per aiutarlo a ritrovare gradualmente un senso di radicamento e di sicurezza. Non per tornare a com’eri prima, ma per abitare pienamente il luogo in cui sei adesso.
Lo so perché lo vivo anch’io
Per questo conosco dall’interno la gioia e la fatica di ricominciare altrove. Ed è per questo che ho scelto di dedicare una parte del mio lavoro a chi sta facendo lo stesso viaggio.
Come lavoriamo
Online, in italiano, ovunque tu sia. Ci incontriamo su Google Meet, Zoom o WhatsApp. Poter parlare nella propria lingua madre, delle cose che contano, fa una grande differenza quando tutto il resto intorno è in un’altra lingua.
In presenza a Tenerife. Se vivi alle Canarie o ci sei appena arrivato, puoi venire nel mio studio a Santa Cruz.
Anche prima di partire. Se stai valutando un trasferimento, possiamo esplorare insieme desideri, paure e risorse, per affrontare la scelta con più chiarezza.
Il primo passo
Puoi iniziare con una seduta conoscitiva senza impegno: un incontro per conoscerci, raccontarmi cosa stai vivendo e capire insieme se e come posso accompagnarti.
Il counselling è un percorso di accompagnamento e di crescita personale. Non sostituisce un intervento psicologico o medico: se senti che il malessere è molto intenso, posso aiutarti a orientarti verso il professionista più adatto.